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sabato 4 maggio 2024

Il Financial Times: “Rivolta nella Lega. Salvini lotta per la sua sopravvivenza politica”




di Federico Capurso
Fonte La Stampa 


Il Financial Times fotografa le difficoltà di Matteo Salvini nel tenere salde le briglie del partito e dedica un articolo al leader «di estrema destra» della Lega, che «sta affrontando una rivolta aperta contro la sua leadership». Il malcontento nasce e cresce soprattutto nel Nord Italia, dove il segretario del Carroccio avrebbe perso il sostegno di gran parte della base del partito a favore di Meloni. «Salvini – si legge - sta lottando per la sua sopravvivenza politica». Una situazione complicata, anche «in vista del congresso della Lega, che ha promesso per l’autunno, quando gli scontenti del partito faranno quasi certamente pressione per spodestarlo»
.La rabbia - racconta il quotidiano finanziario britannico - è poi esplosa con la scelta di Salvini di candidare il generale Roberto Vannacci, un personaggio brevemente descritto come «testa calda, omofobo e pro-Russia». A seguito di questa agitazione, si legge ancora, «il mese scorso il fondatore del partito Umberto Bossi, in una rara apparizione pubblica, ha chiesto di cambiare leader e invocato un reset politico per impedire alla Lega di perdere ancora consenso».
 Parla al Financial Times anche Paolo Grimoldi, uno dei leghisti più critici nei confronti di Salvini: «Non si può essere alternativi alla Meloni andando all'estrema destra». E protesta contro lo snaturamento dei valori del Carroccio: «Il mio partito è nato per parlare di tasse, meno Stato e più libertà, non per allearsi con quelli che pensano che i bambini disabili non debbano andare a scuola»

Le file dei leghisti contrari alla candidatura del generale si ingrossano ogni giorno di più. Nel pomeriggio arriva un altro peso massimo del partito a chiudere la porta a Vannacci: «Mi sentirei come un peccatore a votare chi non è veneto», dice il governatore Luca Zaia, l’uomo che più di altri viene visto come il possibile competitor di Salvini al congresso. Prende quindi le distanze dalle contestate idee che il generale ha espresso in una recente intervista a La Stampa: «Confermiamo i nostri valori - rimarca Zaia - e andiamo avanti per la nostra strada. Il generale è candidato come indipendente». «Me ne farò una ragione», replica Vannacci. Ma le difficoltà del militare, sospeso dall’Esercito, non si limitano alle critiche della Lega, a cui si aggiungono quelle degli alleati di governo.

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