Lo scrive su Facebook Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia ECR al parlamento Europeo precisando: " sette minuti buoni senza alcuna reticenza, che ieri sera sono stati condensati in pochi secondi. In compenso, per decine di minuti si è raccontato un film per indurre i telespettatori a credere che tale soggetto indicato come afferente a una consorteria criminale - ovviamente a noi ignota - avesse trovato in me uno dei propri 'referenti politici'. Questa vicinanza, nel mio caso, si sarebbe sostanziata nella mia partecipazione a un convegno pubblico di un movimento politico nel quale il soggetto in questione militava e in qualche invito a eventi della mia campagna elettorale (tipiche metodologie mafiose, no?). Di reati compiuti grazie ai presunti 'referenti politici' ovviamente nemmeno l'ombra. Insomma, un'infiltrazione 'mafiosa' (su questo termine è in corso persino un duro scontro tra Procura e Gip) che o non c'è stata o è miseramente fallita". "Una ricostruzione diffamatoria, quindi - attacca Fidanza - che affiderò ai miei legali per le valutazioni del caso. Un'operazione di killeraggio politico - prosegue - che non ha risparmiato il nostro partito, accusato nel suo complesso di favorire le infiltrazioni, e persino Giorgia Meloni, ancora una volta associata in modo vile alle vicende di un padre con cui da anni - come tutti sanno - aveva interrotto i rapporti. Questa ennesima pessima pagina di cattiva informazione, ospitata purtroppo dal servizio pubblico, mi rafforza nella convinzione che si debba approvare subito una riforma della giustizia che tuteli il cittadino da questo vergognoso tritacarne mediatico. E siccome siamo soltanto agli inizi di una lunga campagna elettorale, dobbiamo sapere che si inventeranno di tutto per colpirci. La migliore risposta a questi schizzi di fango sarà una valanga di voti per Fratelli d'Italia alle Europee del prossimo 9 giugno".
Il post termina con un "Ps: tutti sanno che la mafia mi ha sempre fatto schifo. Ho iniziato la mia militanza politica per reazione alla strage di Via D'Amelio, in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Quel giuramento, sia chiaro a tutti, non lo tradiremo mai".
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