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martedì 25 luglio 2023

Storace: Saviano lasci in pace Almirante. Bisogna esserne degni

di Francesco Storace 

Roberto Saviano ha un nuovo nemico di nome Giorgio Almirante. Sembra incredibile, ma lo scrittore campano sente il bisogno di prendersela col leader scomparso decenni fa e che resta vivo nella memoria di tantissimi italiani.

Ci voleva un comico arrabbiato per riattizzare il fuoco contro una delle personalità politiche più oneste che ci siano state in Italia. Luca Bottura è stato capace di affermare che Almirante avrebbe ucciso più italiani rispetto a quanti ne sterminò Tito. Una sciocchezza enorme che fa comprendere come non tutti possano scrivere di tutto.

Saviano se la prende pure con Almirante

Ma tutto sarebbe finito lì, nell’archivio delle cretinate, se non si fosse infilato nella polemica su Almirante proprio Saviano. In maniera decisamente indegna.

“Una qualunque storia politica che abbia tra i suoi miti fondativi la figura di Giorgio Almirante, come racconta Bottura, è una storia politica basata su continui tentativi di falsificazione”, ha concionato lo scrittore. Aggiungendo che una qualsiasi storia politica che partisse da tali infamie, per costruire i propri miti fondativi, si porrebbe con evidenza al di fuori della Costituzione. Ma quale forza politica avrebbe oggi, 24 luglio (giusto un giorno prima!), il coraggio di presentarsi in Europa con, nel simbolo, una fiamma che ancora ricorda quelle infamie? Ma no, non è possibile, non esiste una forza politica tanto votata all’autodistruzione…”.

Ogni giorno ha la sua pena e anche ieri ci è toccato imbatterci in un tweet senza alcuno stile come quello di Saviano.

L’omaggio dei presidenti Napolitano e Mattarella

Il quale dice di essere scrittore anche quando fa il propagandista. Due presidenti della Repubblica, come Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, non hanno esitato a ricordare Almirante  con il suo limpido percorso parlamentare. Con le sue idee, ovviamente, e con la sua coerenza incancellabile.

Anche Saviano si iscrive al club di quelli contro la Fiamma tricolore pur di negarne il valore. Attorno a quel simbolo, dopo la guerra, Almirante e altri grandi di quella destra, radunarono un popolo a cui fu chiesto di scegliere la democrazia anziché le armi, come scrive Francesco Storace in un interessante articolo pubblicato su 7 colli. Articolo che potete leggere on line cliccando qui 

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